M5S, Trasparenza commissioni: “Il principio del rasoio di Occam”

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La commissione d’inchiesta, come cita l’art.13 del Regolamento dei lavori del consiglio, nasce “per accertare la regolarità e correttezza delle attività amministrative comunali” e dunque, a rigor di logica, risulta inammissibile considerare una simile spesa per permettere ai consiglieri di controllare il loro stesso operato o di accedere a particolari atti che sono già disponibili senza alcuna commissione speciale.

 

Abbiamo sentito parlare di trasparenza del palazzo di cristallo ma abusare di questa parola rende l’azione stessa contraddittoria in quanto, come da allegato alla proposta del Presidente del Consiglio Filippo Sambataro, tutte le dichiarazioni di responsabilità erano già state accertate, così come i fatti, con la medesima versione e dunque instaurare tale Commissione avrebbe semplicemente focalizzato l’attenzione su fatti già limpidi a differenza delle gravi questioni che inficiano la buona condotta tanto della macchina burocratica quanto della situazione economica del Comune.

 

Questa maggioranza ha voluto prendersi una grande responsabilità votando a favore di una proposta singolare che si è tramutata in una violenza morale nei confronti di una città che soffre, in fin dei conti fallita.

 

Il gruppo consiliare Movimento Cinque Stelle intende dunque perseguire il principio di trasparenza tanto vagheggiato e pertanto ha inviato un esposto all’ANAC poiché nessun verbale delle  commissioni consiliari, eccetto della prima, è stato pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” e pertanto questo non consente ai cittadini di verificare quali siano le attività consiliari a distanza di nove mesi dall’inizio delle attività consiliari.

 

Crediamo, in conclusione, che il senso di responsabilità e di rispetto, della figura istituzionale e della persona stessa, siano dei valori inequivocabili per chi siede nell’aula consiliare di Palazzo Alessi e dunque è necessario focalizzarsi sui bisogni della città e non delle parti politiche, magari riflettendo maggiormente sulle priorità della nostra amata Paternò anziché sulle verifiche di maggioranza dato che il voto è il prodotto di un esame di coscienza.

 

E’ il momento di decidere se costruire cattedrali nel deserto ponendovi il simbolo del proprio gruppo consiliare o salvare questa città che ci ha eletti con un grande valore di rappresentanza.

 

Infine, per quanto previsto dallo Statuto, la proposta è stata bocciata ma ci auguriamo che ci si concentri con la medesima intenzione determinata sulle questioni serie così da instaurare un dialogo politico che sia d’esempio.

 

 

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