Presentazione del libro “Assedio alla toga. Un magistrato tra mafia, politica e Stato”

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Il MoVimento 5 stelle di Paternò è lieto di invitarvi alla presentazione del libro “Assedio alla toga. Un magistrato tra mafia, politica e Stato” scritto dal giornalista Loris Mazzetti e dal PM Nino Di Matteo, quest’ultimo presente all’evento.


Saranno presenti ne ruolo di relatori:

Avv. Mario Giarrusso portavoce del M5S eletto al Senato della Repubblica (Rapp. della fondazione A. Caponnetto);
Gianina Ciancio portavoce del M5S eletta all’ARS e promotrice del decreto legge per insegnare l’antimafia nelle scuola.

Modera :

Agnese Virgillito Giornalista (Autrice del libro “L’alone della luna, cronaca di una lucida follia”);

Letture :

Luisa Ippodrino
Venerdi 12 Aprile presso il salone della biblioteca pubblica di Paternò, Via Monastero n°4 alle ore 18:00.

Scarica e stampa il volantino

“Ci sono dei momenti in cui non ci si può rassegnare all’andazzo delle cose, alla legge del più forte: bisogna trovare il coraggio di esporsi e denunciare” dichiara Nino Di Matteo a Loris Mazzetti, spiegando in questo modo la sua decisione di rompere un silenzio che per tutta la durata della sua carriera di PM antimafia lo ha tenuto lontano dai microfoni e dai riflettori. In un’intervista che si delinea piuttosto come un dialogo, un accorato sforzo di capire come e perché la riforma costituzionale della Giustizia, la legge bavaglio, il processo breve metterebbero a rischio la democrazia. Di Matteo arriva fino al cuore del problema per farci capire come bloccare questa deriva, che sopravvive a qualunque tipo di esecutivo. Con il coraggio che lo ha contraddistinto in questi anni smaschera le false motivazioni, le ipocrisie e le demagogie nascoste dietro la riforma, e ne svela gli inquietanti parallelismi con il Piano di rinascita democratica della P2. Ma non solo: le sue parole ci spiegano a che punto si trovano le indagini sulla “trattativa” tra Stato e mafia, sulla strage di via D’Amelio, e su personaggi discussi e discutibili che ancora oggi tengono in mano le redini del potere, dopo le rivelazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. Il tutto con lo sguardo rivolto al suo grande maestro di lotta antimafia e di coraggio: il giudice Paolo Borsellino.