Nessuna nuova, buona nuova.

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Il 22 Luglio, dopo mesi dalla presentazione dell’interrogazione del MoVimento 5 Stelle Paternò in merito alla chiusura del punto nascite dell’ospedale SS.Salvatore (tramite la persona di Francesco Cappello, deputato portavoce all’ars del M5S) è giunta la risposta dall’assessore alla sanità Lucia Borsellino. Nella risposta (con una buona dose di politichese) ci viene comunicato, che nonostante il numero di parti di poco inferiore al minimo di 500 (l’anno 2010 ne ha visti 493), non è possibile andare in deroga al vincolo, non essendo un territorio “geograficamente disagiato”.
La decisione relativa all’accorpamento dei punti nascita con numero di parti inferiore alle 500 unità in un’unica struttura è dettata “anche dall’andamento dell’attività di ostetricia e ginecologia”, in particolare sono state valutate le “specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche interessate”.
Come è noto tutte le strutture del comprensorio a breve saranno accorpate nella struttura dell’ospedale di Biancavilla, dove però l’inaugurazione del punto nascite è avvenuto successivamente rispetto al piano di accorpamento.
Ci chiediamo perché in regione sia stato deciso che fosse meglio creare un intero reparto ex-novo nell’ospedale di Biancavilla, piuttosto che ripristinare e potenziare la struttura già esistente a Paternò. Ci chiediamo inoltre perché la qualità del servizio del nostro ospedale sia considerata così scarsa, perché non è stato posto rimedio tempo addietro, perchè non è stata esercitata alcuna pressione, né dalla giunta Failla (PDL), né da quella attuale Mangano (PD) quando ce ne era la possibilità, ma soprattutto, dove sono i membri del consiglio comunale che nella seduta straordinaria del consiglio comunale del 15/04/2013 promettevano battaglia feroce, distribuendo magliette? Cosa è stato fatto da allora?

 

Leggi la risposta alla interrogazione parlamentare

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  1. francesco zito scrive:

    Avendone già discusso al’interno di una riunione del movimento 5 stelle di paternò, il mio commento è destinato a tutti gli altri. Partiamo da una premessa. Il parto, tranne pochi casi, è un evento naturale, non è una patologia. L’ospedale deve servire per curare malati, non per imporre l’appropriazione del parto da parte dei ginecologi, come una malattia da curare.
    Secondo appunto: la media dei parti cesarei in sicilia è la più alta d’italia, siamo quasi al 45 %, e anche il SSN ha invitato tutta italia ad abbassare tale percentuale, perchè dettata solo dal business economico dei parti cesarei, e dalla trasformazione, da parte dei ginecologi, dell’evento naturale parto ad evento patologico.
    Quindi se si eliminasse la percentuale eccessiva dei cesarei, e se i parti fossero vissuti in maniera naturale, il numero dei parti si ridurrebbe di 2/3. Altro che 500, cadremmo immediatamente a non più di 50 parti, ogni anno, che necessiterebbero dell’ambiente ospedale.
    La soluzione non è un reparto ospedaliero, ma la creazione di una casa maternità in mano alle ostetriche, e solo in caso di necessità un piccolo reparto per i casi urgenti e patologici.
    La meta finale sarebbe il ritorno al parto in casa, fatto da osteriche, in collaborazione con un piccolo reparto ospedaliero in caso di complicazioni.
    Naturalmente questo significa un cambiamento di mentalità, sia nelle figure professionali, che nella popolazione, cambiamento da effettuare tramite l’informazione, seguita dalla realizzazione di una struttura per il parto naturale, e un passo indietro dei ginecologi, che si sono appropriati dell’evento parto, trasformandolo in una attività redditizia e patologica.

  1. 20 ottobre 2013

    […] di andare in deroga al vincolo non essendo il nostro un territorio “geograficamente disagiato”(Leggete risposta). E il successivo sopralluogo da parte dei nostri portavoce alla Regione siciliana, Gianina Ciancio […]

  2. 28 ottobre 2013

    […] in deroga al vincolo , non essendo, il nostro, un territorio “geograficamente disagiato” (Leggete qui la risposta). Successivamente abbiamo effettuato un sopralluogo della struttura ospedaliera SS. Salvatore, […]