È quindi questa la vera lotta alla mafia?

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Ebbene sì, abbiamo aspettato … abbiamo aspettato perché era facile scrivere “a caldo” con la solita retorica ed ottenere i consensi di chi legge. Testate giornalistiche e media hanno concentrato tutte le loro energie su questo episodio, SPREGEVOLE, avvenuto durante i festeggiamenti della santa patrona e saltato alla cronaca anche sui “social” dove ognuno ha potuto dare il meglio di sé a dimostrazione della propria INDIGNAZIONE. Parola che cambia intensità e significato a seconda di chi la pronuncia.

Quante volte la sentiamo pronunciare e proferire da chi invece si dovrebbe VERGOGNARE!

Solamente nel 2015 qualcuno, finalmente, si è accorto che il “fenomeno mafia” esiste anche a Paternò? Una criminalità organizzata che, dopo il cosiddetto “triangolo della morte”, in questi anni ha cambiato volto, non mollando la città dalle sue grinfie, nutrendosi della disperazione delle fasce più deboli della popolazione ed agevolata dal depotenziamento dell’istruzione. Una lotta alla delinquenza, che da parte delle istituzioni paternesi, è mancata. Inutile nascondersi dietro le bellissime parole ipocrite usate in circostanze vergognose.

La vicenda più eclatante fu quella avvenuta nell’estate del 2014, quando la Città di Paternò, assisteva ad un corteo funebre con accompagnamento a piedi per le vie principali, nonostante fosse esplicitamente vietato dal regolamento comunale, del pregiudicato Leanza. Da quel giorno un silenzio assordante, un vuoto istituzionale comunale attuale ma che ha radici nel passato, che indirettamente ha favorito l’espansione di questa metastasi, radicata già da tempo. Basti pensare all’inchino visto in “mondovisione”, gesto che il Meetup di ‪Paternò‬ e tutti i paternesi ONESTI condannano, e che grazie all’intervento del questore ha avuto un risalto mediatico a differenza del funerale sopracitato.
È quindi questa la vera lotta alla mafia?

Questa nota non vuole essere un attacco politico ma una costatazione, dopo l’ennesima vergogna successa a Paternò.

Una lotta reale al fenomeno mafioso deve essere portata avanti non solo attraverso una attività repressiva e giudiziaria, ma anche con un attento studio dell’impatto che la criminalità organizzata ha nel territorio, attraverso azioni volte ad intaccare la loro economia e nel sociale al fine di sottrarre loro la cosiddetta “manovalanza”.
Il fenomeno si sconfigge attraverso atti concreti e non con le solite belle parole, di quelle ne siamo già stracolmi.